Certificazione Energetica
Blog Energetico - Notizie e approfondimenti
14/12 - Incentivi del 55%: abbiamo perso un'ottima occasione?
(Fonte: Anit)
Per la prima volta l’Italia si è distinta dagli altri Paesi proponendo una politica per il risparmio energetico che nessun altro ha introdotto fino ad ora: un risparmio del 55% sulle spese di interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti.
La finanziaria 2007 ha introdotto questi incentivi, prorogati al 2010 con la finanziaria 2008.
Si sperava che la finanziaria 2010 potesse già prorogare questa opportunità per altri 3 anni almeno, invece non vi sono indicazioni sugli incentivi del 55%.
Da un'indagine condotta da ANIT risulta che degli interventi di riqualificazione energetica complessivamente effettuati, il 20% al nord e il 40% al sud, non sono stati oggetto di incentivi. Questo dato è significativo anche tenendo conto dei motivi indicati che portano a non richiedere questi rimborsi: incertezza nel risultato, paura della burocrazia, incompetenza e ignoranza sull’argomento.
In realtà la procedura per accedere agli incentivi è semplice.
ANIT in collaborazione con l’ENEA e l’Agenzia delle Entrate cercherà di chiarire le incertezze e sciogliere i dubbi presentando le novità e soprattutto rispondendo alle Vostre domande.
Ad esempio: per il prossimo anno resteranno validi gli incentivi con le modalità del 2009?
Quali le conseguenze se commetto errori nella procedura on-line? Gli errori tecnici comportano multe a livello fiscale? Come inviare la certificazione energetica? Qual'è la differenza tra certificazione energetica per gli incentivi e la certificazione energetica obbligatoria per legge?
Per garantire un servizio utile a tutti gli interessati sarà possibile ottenere una risposta direttamente dalla voce dei responsabili delle pratiche sia tecniche (ENEA) che fiscali (AG. Entrate) in sede di convegno.
13/12 - Toscana: prende forma la certificazione energetica
(Fonte: Casa e Clima)
Con la LR n. 71/2009 viene introdotto in Toscana l'attestato di certificazione energetica degli edifici
Introdurre la semplificazione burocratica in materia di energia e adeguare il quadro normativo regionale alle nuove norme nazionali e ai target fissati dalle direttive europee. È questo l'obiettivo che si è data la Regione Toscana con la Legge regionale n. 71 del 23 novembre 2009, pubblicata sul Bur n. 50 del 27 novembre.
La legge contiene numerose modifiche alle norme contenute nella L.R. n. 39 del 24 febbraio 2005, recante “Disposizioni in materia di energia”. Le modifiche riguardano, in particolare, il sistema informativo regionale sull’efficienza e sulla certificazione energetica degli edifici - che copre anche la parte impianti di climatizzazione -, le funzioni di vigilanza e controllo delle certificazioni energetiche, ma anche il rilascio delle autorizzazioni per quanto riguarda gli impianti geotermici ed eolici. Altre modifiche si riferiscono all'individuazione degli impianti a fonte rinnovabile e cogenerativi per i quali si può procedere all’installazione tramite Dia (denuncia di inizio attività); all'integrazione della previsione delle opere non soggette a Dia e alla disciplina dell’autorizzazione delle linee elettriche.
Obbligo della certificazione energetica
In tema di efficienza energetica degli edifici, la L.R. n. 71/2009 della Toscana introduce un nuovo sistema regionale di certificazione energetica per gli edifici di nuova costruzione o sottoposti ad interventi di ristrutturazione, ridefinendo anche le competenze della Regione e degli enti locali.
L'attestato di certificazione energetica viene introdotto con il nuovo articolo 23-bis, il quale prevede che tutti gli edifici di nuova costruzione, così come quelli oggetto di demolizione e ricostruzione, nonché tutti gli edifici esistenti di superficie utile lorda superiore a 1000 metri quadrati, soggetti ad interventi di ristrutturazione edilizia che riguardano l'intera struttura, devono essere dotati di un attestato di certificazione energetica, redatto da professionisti abilitati, in attuazione dell'articolo 6 del Dlgs 192/2005.
Ad eccezione di determinati casi di esclusione, l'unità immobiliare deve essere munita di attestato di certificazione energetica (ACE) in caso di trasferimento a titolo oneroso o di locazione di ciascuna unità immobiliare già esistente o di nuova costruzione. Nel relativo atto di trasferimento a titolo oneroso o nel contratto di locazione devono essere richiamati gli estremi identificativi dell'ACE.
Niente autocertificazione
Qualora la compravendita o la locazione dell'unità immobiliare sia priva di allegazione del certificato energetico, è prevista l'automatica classificazione dell'unità immobiliare nella classe energetica più bassa (la G). Su questo punto la normativa toscana si discosta dunque dalle Linee Guida nazionali sulla certificazione energetica degli edifici, che prevedono invece l'inserimento di un'autocertificazione.
Certificato decennale
A partire dal suo rilascio, l'attestato di certificazione energetica ha una validità di dieci anni, ma deve comunque essere aggiornato ad ogni intervento che modifica le prestazioni energetiche dell'edificio. Qualora non sia rispettato l'obbligo di dotare l'edificio dell'ACE, è prevista l'inefficacia del certificato di abitabilità.
Il ruolo dei Comuni
Negli atti di governo del territorio e nei regolamenti edilizi, i Comuni che non si siano già dotati di regolamenti in materia, dovranno adottare prescrizioni concernenti l'efficienza energetica. Ai Comuni spettano le funzioni di vigilanza e di controllo delle certificazioni energetiche, così come l'applicazione delle relative sanzioni.
Regolamenti attuativi
Per quanto riguarda la definizione analitica di alcuni aspetti, essa sarà affidata ad uno o più regolamenti attuativi della Giunta regionale, da emanare entro 90 giorni dall'entrata in vigore della L.R. 71/2009.
12/12 - Certificazione energetica, manca in Sicilia l’elenco dei professionisti
(Fonte: Quotidiano di Sicilia - Rosario Battiato)
Puntare sui sistemi ibridi metano-solare o elettrico solare per abbattere consumi e costi annessi. DM 26/06/2009: in Lombardia c’è già la lista degli abilitati, nell’Isola no
PALERMO – L’emergenza ambientale pone nuove ed irrinunciabili sfide al settore energetico in edilizia, a cominciare dall’attestato di certificazione energetica (Ace), che vuole essere uno strumento per una gestione ragionata dell’efficienza energetica degli immobili.
“L’utilità dell’Ace – ha spiegato Giampaolo Grasso, ingegnere edile - è molteplice e può sinteticamente riassumersi come segue: agevolazioni urbanistiche, maggiori volumi e minori costi di concessione come attestato dal Piano Casa/2009, diritto alle detrazioni Irpef del 55% e maggior valore del fabbricato”. Le linee guida nazionali - DM 26/06/2009, che recepiscono la Direttiva europea 2002/91/CE, definiscono un unico sistema di certificazione energetica degli edifici. “Le linee guida non stabiliscono alcunché in relazione alla definizione dei soggetti certificatori – ha dichiarato Grasso - e in attesa di chiarimenti, nelle regioni che non hanno legiferato in materia, si ritiene debba essere applicata la normativa nazionale. Le legislative regionali antecedenti le linee guida hanno aperto un ventaglio di possibilità, perché, per esempio, in Lombardia, la legge aveva istituito un elenco regionale dei certificatori”.
Proprio l’elenco regionale dei certificatori appare un punto cardine essenziale, che dovrebbe essere sviluppato adeguatamente nel dibattito energetico isolano. “Un organismo di accreditamento regionale che segua le direttive nazionali – ha proseguito l’ingegnere catanese – si occuperà dell’accreditamento dei soggetti certificatori, dell’acquisizione dei dati mediante gli attestati, della realizzazione di un catasto energetico degli edifici ed offrirà consulenza tecnico/scientifica agli enti locali e ai professionisti”. Puntare sull’edilizia sostenibile è un investimento che fa bene all’ambiente ma anche alle tasche dei siciliani.
“Considerando il fabbisogno di energia elettrica – ha dichiarato Giampaolo Grasso - di una persona per produrre acqua calda sanitaria (ACS) con uno scaldabagno elettrico, pari a 1,93 kWh/giorno, significa che quotidianamente si immettono 1,35 kg di C02/pro capite, consumando 4,93 kWh/primari. Tale valore scende sensibilmente nel caso di produzione di ACS da una caldaia a metano (0,44 kg di C02/pro capite) e si abbatte totalmente se producessimo ACS solo con i collettori solari”. Un sistema ibrido, metano+solare o elettrico+solare, porta rispettivamente, spiega ancora Grasso, ad una riduzione di C02 emessa, dell’80% e del 60% rispetto all’utilizzo del solo scaldabagno elettrico e al conseguente abbattimento dei consumi e costi annessi.
“Il fabbisogno di energia per il riscaldamento di un edificio – ha illustrato Grasso - viene valutato in kWh/m²anno, tenendo conto che 1 litro di gasolio/m²anno equivale a 10kWh/m²anno ed immette nell’atmosfera 2,65 Kg di CO2; se un vecchio edificio (metà anni ‘70) presenta un fabbisogno per il riscaldamento intorno ai 180 kWh/m²anno, equivalenti a 18 litri di gasolio/m², è immediato il confronto con una casa di recente costruzione che consuma solo 12 litri di gasolio/m², fino ad arrivare alle cosiddette case da 3 litri, con un consumo inferiore ai 30 kWh/m²anno”. Ripartire da questa sensibilità per dare impulso al settore edilizio.
Dall’emergenza una riflessione per una nuova filosofia progettuale
CATANIA - “Senza retorica sono convinto che ogni momento di emergenza offra straordinarie opportunità creative, ed è per questo che il tema dell’energia può essere l’anno zero per una nuova filosofia progettuale che integri qualità architettonica e sostenibilità ambientale, migliorando la qualità delle nostre vite a partire dall’abitare”. In questo modo Giampaolo Grasso, ingegnere edile che ha effettuato uno stage presso il Mario Cucinella Architects con sede a Bologna, attraverso una convenzione che coinvolge il C.O.F. dell’Ateneo di Catania, ha spiegato la necessità di sfruttare l’opportunità offerta da un momento di grande fermento. Proprio lo studio Mario Cucinella, modello d’eccellenza per i progetti di architettura che integrano sostenibilità ambientale e impatto sociale positivo, offre l’idea del futuro prossimo dell’architettura che anche in Sicilia pare cominci a muovere i primi passi. “Il patrimonio edilizio post bellico – ha spiegato Grasso - è ormai obsoleto, l'occasione di avere un edificio di elevata classe energetica, trascina o può essere trascinata da un progetto di adeguamento e miglioramento architettonico sostanziale. Salvare la gabbia strutturale e strappare e riapplicare facciate, aggiungere terrazzi o serre bioclimatiche, modificare planimetrie interne, progettare verde integrato e landscaping”.
11/12 - Lombardia, alta formazione per i certificatori energetici
(Fonte: Asca)
La Giunta regionale della Lombardia ha approvato il progetto di alta formazione per tecnici addetti alla certificazione energetica. Lo strumento e' una convenzione che Regione Lombardia stipula con l'Ordine degli ingegneri di Brescia, il Collegio dei geometri di Milano, l'Ordine interprovinciale dei chimici della Lombardia, l'Associazione italiana scienze ambientali e la Federazione regionale dei dottori agronomi.
''La convenzione - ha spiegato l'assessore alle Reti, Massimo Buscemi - prevede la realizzazione di interventi di alta formazione aperti a tutte le organizzazioni professionali lombarde, alle quali devono essere iscritti tutti coloro che vogliono essere accreditati come certificatori energetici.
L'alta formazione dovra' servire per sviluppare nuovi interventi di preparazione e aggiornamento professionale nei confronti di tutti gli iscritti alle organizzazioni in modo da accrescere le competenze dei professionisti in materia di progettazione energeticamente efficiente e di certificazione energetica''.
Il programma dovra' prevedere anche le modalita' per successivi interventi di aggiornamento dei singoli certificatori, anche con sistemi on-line.
10/12 - Finanziaria 2010: via libera della Camera
(Fonte: Edilportale - Rossella Calabrese)
La manovra ammonta a 9,2 miliardi di euro. L’ok definitivo del Senato è previsto per il 22 dicembre
La Camera dei Deputati ha approvato la Finanziaria per 2010. I voti favorevoli sono stati 307, i contrari 267, due gli astenuti. Il provvedimento, che mercoledì aveva ottenuto la fiducia, è stato radicalmente modificato dal maximendamento, composto dal 250 commi, che ha sostituito gli articoli 2 e 3.
Il nuovo testo vale così 9,2 miliardi di euro, da finanziare con 3,1 miliardi del Tfr inoptato trasferiti dall’Inps al Tesoro, con i 3,7 miliardi di euro che si stima arriveranno dallo scudo fiscale e con rimodulazioni di spesa nel bilancio dello Stato.
Vediamo nel dettaglio i provvedimenti di interesse per il nostro settore.
Detrazioni fiscali ristrutturazioni edilizie - È prorogata fino al 31 dicembre 2012 la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per ristrutturare appartamenti e parti comuni di edifici residenziali. Prorogata anche la detrazione Irpef del 36% sugli interventi di ristrutturazione, riguardanti interi fabbricati, eseguiti fra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2013.
Iva agevolata ristrutturazioni edilizie - È stata resa permanente l’Iva agevolata al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio. L’aliquota agevolata al 10% si applica agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per il recupero del patrimonio edilizio a prevalente destinazione abitativa, sia alle prestazioni di lavoro che alla fornitura di materiali e di beni, purché, questi ultimi, non costituiscano una parte significativa del valore complessivo della prestazione.
Edilizia sanitaria, carceraria e scolastica - All’edilizia sanitaria è destinato oltre un miliardo di euro. Per l’edilizia carceraria sono stanziati 500 milioni di euro a valere sul Fondo Infrastrutture. All’edilizia scolastica sono assegnati 300 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza e adeguamento antisismico immediatamente cantierabili, che dovranno essere individuati dalle competenti commissioni parlamentari.
Grandi interventi infrastrutturali - Per le infrastrutture nazionali non sarà più necessario approvare l’intero progetto definitivo ma il Cipe potrà dare l’ok ai singoli lotti costruttivi; autorizzando il primo lotto, il Cipe si impegna a finanziare l’intera opera. La novità varrà per i progetti prioritari compresi nel programma delle infrastrutture strategiche, di importo superiore a 2 miliardi di euro, tempi di realizzazione superiori a quattro anni e non suddivisibili in lotti di importo inferiore a un miliardo di euro.
Tutela dell’ambiente - Sono assegnati 100 milioni di euro (erano 50 nella prima stesura del ddl) al Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio, istituito presso il Ministero dell’Economia (dall’art. 13, comma 3-quater del DL 112/2008).
Piano Straordinario contro il rischio idrogeologico - Al Piano Straordinario volto a fronteggiare le situazioni a più alto rischio idrogeologico, è destinato 1 miliardo di euro, già assegnato dal Cipe con la delibera del 6 novembre 2009 a valere sul Fondo infrastrutture e sul Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale.
Ponte sullo Stretto di Messina - È stata ricapitalizzata con 470 milioni di euro la Società Stretto di Messina Spa che realizzerà il Ponte. A questa cifra si aggiungono i 330 milioni di euro assegnati ieri dal Cipe.
Rimborsi ICI ai Comuni - Ai Comuni sono destinati 1.776 milioni di euro, di cui 760 milioni di euro a valere sul 2009, 760 milioni di euro a valere sul 2010, e 156 milioni di euro a valere sul 2008, per compensare le minori entrate dovute all’abolizione dell’ICI sulla prima casa.
Welfare - Quasi un miliardo di euro è destinato a prorogare gli ammortizzatori sociali, all’avvii della sperimentazione della tutela al reddito dei lavoratori a progetto, ad incentivare i datori di lavoro che reintegrano persone estromesse per la crisi, a finanziare attività di formazione all’apprendistato.
Il testo torna ora in Senato per la terza lettura e il voto finale previsto per il 22 dicembre.
09/12 - Efficienza energetica degli impianti di riscaldamento, istruzioni per il cittadino
(Fonte: Governo)
L’efficienza dell’impianto di riscaldamento, in particolare della caldaia, è garanzia di sicurezza ma anche di minori consumi e attenzione all’ambiente.
Le “Istruzioni per il cittadino”, predisposte dal ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con le associazioni Adiconsum, Assotermica, CNA, Confartigianato e Federconsumatori vogliono guidare gli utenti nei necessari adempimenti, dall’acquisto della caldaia ai controlli previsti dalla normativa per l’efficienza energetica (decreto legislativo 19 agosto 2005 n.192).
Questi alcuni dei contenuti del Vademecum:
* affinché la caldaia comporti minori oneri di esercizio e manutenzione, è necessario che rispetti alcune soglie tecniche di efficienza (marcatura 3 e 4 stelle, come previsto nel decreto legislativo 192/2005).
* per quanto riguarda i controlli per l’efficienza energetica, va ricordato che esistono delle tempistiche minime obbligatorie (scadenzario): le regioni possono renderle più stringenti se specificità territoriali lo rendono necessario. Invece la sicurezza e funzionalità dell’impianto e dei suoi componenti sono riportate dal fabbricante nei libretti d’uso e manutenzione.
Per svolgere i controlli per l’efficienza energetica il cittadino deve rivolgersi ad un tecnico abilitato, che esegue tali attività nel rispetto delle regole dell’arte e della normative vigenti (D.M. 37/08). Al termine delle operazioni di controllo ed eventuale manutenzione, il tecnico ha l’obbligo di redigere e sottoscrivere un rapporto, consegnarlo al richiedente e trasmetterne copia all'autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti che la Pubblica Amministrazione deve svolgere.
L’utente deve conservare il rapporto congiuntamente al libretto di impianto (impianto autonomo) o di centrale (impianto condominiale). Su questi libretti, che costituiscono una sorta di “carta di identità”dell’impianto di riscaldamento, vengono annotati anche i risultati delle ispezioni svolte dalla P.A.
Servizio di accertamento e ispezione svolto dalla Pubblica Amministrazione
Le Province e i Comuni, con il coordinamento delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, svolgono gli accertamenti e le ispezioni finalizzati al rispetto delle norme per l’efficienza energetica nell’esercizio e manutenzione degli impianti di riscaldamento. L'operatività dei controlli può essere delegata a enti e organismi esterni qualificati.
Scadenzario dei controlli per l'efficienza energetica
I cittadini devono provvedere a far eseguire controlli per l'efficienza energetica sui loro impianti di riscaldamento in momenti diversi a seconda delle caratteristiche dell'impianto.
Il vademecum riporta le scadenze da rispettare, in riferimento ai vari tipi di combustibile, alla potenza e ad altri parametri tecnici.
Impianti a gas autonomi, con potenza minore di 35 kW
* Per i generatori installati da più di 8 anni, oppure per quelli a “focolare aperto” installati all’interno di locali abitati, i controlli vanno fatti ogni due anni
* Per i generatori installati da meno di otto anni oppure a “focolare chiuso” o a “focolare aperto” installati all’esterno di locali abitati, i controlli vanno fatti ogni quattro anni
Impianti a gas con potenza maggiore o uguale a 35 kW
Impianti a combustibile liquido o solido di qualsiasi potenza
* I controlli vanno fatti ogni anno
Impianti termici con potenza maggiore o uguale a 350 kW (indipendentemente dal tipo di combustibile)
* I controlli vanno fatti due volte all’anno
Scarica il Vademecum sull'efficienza energetica degli impianti di riscaldamento
08/12 - Il risparmio può partire da casa
(Fonte: Il Sole 24 Ore - Valentina Uva)
Ridurre le emissioni di anidride carbonica, mettere un freno ai gas serra e contribuire direttamente agli obiettivi del vertice di Copenaghen sul clima: si può fare in prima persona già dalle mura di casa propria. Per arrivare a un'abitazione modello in termini di efficienza energetica, il mercato dell'eco–edilizia offre ormai una gamma vastissima di soluzioni, differenziata a seconda che si tratti di riqualificare un edificio esistente o di pensarne uno nuovo, progettato in partenza in termini di sostenibilità.
Patrimonio datato
Oltre i due terzi del patrimonio edilizio italiano è stato realizzato prima degli anni ‘80, in periodi in cui sia i processi costruttivi sia le tecnologie non tenevano in considerazione l'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas alteranti il clima. Prima di intervenire sui vecchi edifici, quindi, può essere utile un'analisi energetica, fatta da tecnici qualificati, per individuare i punti critici sui quali vale la pena di intervenire anche in base al budget. Per gli edifici esistenti determinante è il contributo che deriva dagli incentivi fiscali. Tutte le operazioni di isolamento o di produzione di energia rinnovabile sono agevolate con una detrazione Irpef pari al 55% delle spese, valida per tutto il 2010.
Un primo risultato si ottiene con la semplice sostituzione degli infissi con prodotti ad alto isolamento. Lo sconto in questo caso è garantito se con i nuovi infissi si raggiungono i valori di trasmittanza (in pratica, di dispersione termica) fissati da una tabella sudddivisa per zone climatiche. Da notare che dal prossimo anno i valori si inaspriscono sensibilmente e quindi per ottenere la detrazione sarà necessario installare infissi ancora più performanti.
Gli edifici esistenti
Sempre sugli edifici esistenti si può incidere anche sulle pareti esterne che possono essere rivestite con materiale isolante creando così il cosiddetto «effetto cappotto». Anche i tetti possono essere isolati. In questo caso per ottenere un adeguato comfort termico è necessaria una buona coibentazione, che riduce la trasmissione del calore dall'esterno all'interno, abbinata a un sistema di ventilazione tra il manto di copertura (di solito tegole o coppi) e l'isolamento sottostante. In questo modo diminuisce sensibilmente la quantità di calore (o di freddo) trasmesso dalla copertura alla struttura.
Anche gli interventi sul tetto e sulle pareti esterne sono agevolati attraverso l'incentivo del 55 per cento.
Tutta la produzione di energia rinnovabile gode di incentivi: sotto l'ala del 55% si collocano l'installazione di pannelli solari, la sostituzione di impianti di riscaldamento con altri dotati di caldaie a condensazione, ma anche la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.
Per chi sceglie invece il fotovoltaico la strada del 55% è sbarrata: l'incentivo è dato dalle tariffe agevolate previste per i kilowatt immessi dal Conto energia, che aumentano se si fa lo «sforzo» di integrare dal punto di vista architettonico i pannelli con l'edificio esistente.
Gli edifici nuovi
Se per il patromonio esistente la riconversione al risparmio energetico passa soprattutto attraverso gli incentivi economici e fiscali, per quelli di nuova concezione i progettisti sono vincolati da una serie di obblighi di legge. Qui i livelli sono sostanzialmente tre: le leggi statali, quelle regionali e persino i regolamenti edilizi comunali, Tutti impongono standard costruttivi. Sul piano nazionale, ad esempio, il decreto legislativo 192/2005 prevede che nei nuovi edifici almeno il 50% dell'energia provenga da fonti rinnovabili. Se il costruttore poi decide di investire parecchio nell'isolamento e realizza una casa con pareti più spesse può contare su un incentivo urbanistico: il decreto legislativo 115/2008 prevede che non si calcolino come superficie realizzata gli spessori dei muri oltre i 30 centrimetri e che possano essere superati anche i limiti alle distanze minime tra edifici sempre per realizzare pareti più isolanti. Sull'obbligo di installare nei nuovi condomini impianti di riscaldamento centralizzati, con le valvole termostatiche a misurare i consumi individuali insistono invece le linee guida per la certificazione energetica (Dm 261/2009).
E proprio il certificato energetico finale (obbligatorio per gli incentivi, ma per le compravendite solo in alcune Regioni) darà la misura di quanto si è risparmiato con gli interventi: sarà quel documento a misurare il risparmio e a classificare l'immobile dopo il «lifting».