Blog Energetico - Notizie e approfondimenti

 

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8/06 - Lombardia: nuova procedura per la certificazione

(Fonte: Cened)

La Regione Lombardia ha approvato il Decreto n. 5796 dell’11 giugno 2009 che aggiorna la procedura di calcolo per la certificazione energetica degli edifici, sostituendo l’allegato E del decreto n. 15833/2007 con un nuovo Allegato tecnico.
L’entrata in vigore degli algoritmi di cui all’Allegato tecnico è prevista per il 7 settembre 2009. Fino a tale data gli ACE (attestati di certificazione energetica) dovranno essere prodotti conformemente alla procedura di calcolo di cui al Decreto n. 15833 del 13 dicembre 2007.
Da ieri 15 giugno 2009 è possibile scaricare la versione BETA del software di calcolo CENED+, che implementa i nuovi algoritmi di calcolo, così da avviare un periodo di test con gli utenti.

7/06 - Pubblicato il D.P.R. 2 aprile 2009 n. 59, Regolamento di attuazione del D.Lgs. 192 sul rendimento energetico in edilizia

(Fonte: Biblus-net)

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 132 del 10 giugno 2009 è stato pubblicato il D.P.R. 2 aprile 2009 , n. 59 recante “Attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, concernente attuazione della direttiva 2002/91/ce sul rendimento energetico in edilizia.”

Di seguito, in sintesi, i contenuti del provvedimento.
Il testo varato dal Consiglio dei Ministri e che sarà in vigore dal 25 giugno 2009, conferma, in linea generale, le disposizioni contenute nel D.Lgs. 115/2008 e nell’allegato I del decreto legislativo 192/2005.
Il suddetto provvedimento ribadisce (art. 3) l'adozione delle norme tecniche nazionali della serie UNI/TS 11300 oggi disponibili, cioè:
a) UNI/TS 11300 – 1 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale;
b) UNI/TS 11300 – 2 Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria.
All’articolo 4 il testo approvato fissa i requisiti minimi della prestazione energetica degli impianti e degli edifici nuovi ed esistenti, confermando quelli già stabiliti all’allegato I del decreto legislativo 192/2005, con l’aggiunta di alcune ulteriori disposizioni, tra le quali spicca l’introduzione di un valore massimo ammissibile della prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell’involucro edilizio (Epe,inv).

L'Epe.inv, per nuove costruzioni e ristrutturazioni di edifici residenziali, deve risultare inferiore ai seguenti limiti:

1) 40 kWh/m2 anno nelle zone climatiche A e B;
2) 30 kWh/m2 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F;

Per tutti gli altri edifici ai seguenti valori:

1) 14 kWh/m3 anno nelle zone climatiche A e B;
2) 10 kWh/m3 anno nelle zone climatiche C, D, E, e F.
Il regolamento, inoltre:

  • introduce requisiti specifici minimi (rendimento energetico, emissione del generatore e isolamento dell’involucro edilizio) per nuove costruzioni o ristrutturazioni di edifici dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili
  • impone una valutazione di utilizzo, in presenza di ristrutturazioni di edifici esistenti, di sistemi schermanti o filtranti per le superfici vetrate ai fini di contenere l’oscillazione termica estiva negli ambienti.
  • prevede requisiti più restrittivi, nel caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni di immobili pubblici o ad uso pubblico.

All’articolo 7, infine, sono confermate le disposizioni del D.Lgs. 115/2008 che hanno introdotto la certificazione dell’attendibilità dei risultati dei software alle metodologie di calcolo definita dalle norme UNI TS 11300, attraverso una verifica e dichiarazione resa dal Comitato termotecnico italiano (CTI) o dall’Ente nazionale italiano di unificazione (UNI)”.

Ricordiamo, infine, che per completare il quadro delineato dal D.Lgs. 192/2005, il D.P.R. 2 aprile 2009 dovrà essere seguito da almeno altri due regolamenti: un provvedimento inerente i requisiti e l’accreditamento dei certificatori, previsto dall’art. 4 comma 1 lett. c), e un decreto interministeriale recante le “Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”, previsto dall’art. 6 comma 9.
Scarica il testo del D.P.R. 2 aprile 2009 - (File .pdf 65 kB)

6/06 - Eco-compatibilità nel carrello per 2 italiani su 3

(Fonte: www.rinnovabili.it - Quotidiano d'informazione sulle fonti rinnovabili)

Nelle scelte dei consumatori si stanno lentamente imponendo nuovi parametri di valutazione quali il rispetto delle tematiche ambientali ed etico-sociali
Due italiani su tre scelgono prodotti alimentari etici e eco-compatibili. Lo rivela un’indagine effettuata dalla fondazione internazionale Dnv (Det Norske Veritas) rivoltasi sia ai consumatori che alle imprese del settore, in materia, rispettivamente, di criteri di acquisto e progetti per ridurre l’impatto ambientale. E le opinioni raccolte da entrambe le parti sembrano confermare che il futuro dei consumi alimentari anche in Italia sia proprio nei prodotti verdi, etici e sostenibili. Una buona notizia attestata nel caso dei consumatori da percentuali confortanti: il 70% degli intervistati dà importanza agli aspetti etico-sociali, il 65% a quelli ambientali, e addirittura l’83% dà valore a una produzione con basse emissioni di CO2, nonostante i termini “Carbon free” e “Carbon neutral”, utilizzati per indicare prodotti realizzati attraverso una filiera agroalimentare low-carbon, sono, di fatto, sconosciuti presso tutti i target intervistati. La crescente attenzione è riconfermata delle aziende agroalimentari: l’83% del campione, infatti, ritiene che la considerazione dei temi ambientali ed etico-sociali tenderà a crescere. Particolarità: nonostante le aziende stesse appaiano ancora complessivamente “poco educate ad educare” il consumatore verso tali temi, ben la metà di quelle intervistate dichiara di usare i temi ambientali come leva di marketing – basti pensare alla proliferazione di termini come verde ed ecologico – mentre il 41% ha in programma iniziative concrete per ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera produttiva come l’utilizzo di energia solare e di materiali riciclabili e l’installazione di impianti fotovoltaici.
“A livello internazionale, nei nostri numerosi contatti con le imprese del settore food, riscontriamo una sempre maggiore richiesta di servizi e di certificazioni di terza parte indipendente nelle aree ambiente e sostenibilità, che vanno ad aggiungersi alle consolidate certificazioni sulla sicurezza dei prodotti alimentari. Abbiamo perciò voluto verificare e misurare questo trend anche in Italia, attraverso la realizzazione di due indagini di mercato, sia sui consumatori che sulle aziende del settore, per avere un quadro preciso dell’orientamento dei consumi, della domanda e dell’offerta”, ha dichiarato Vittore Marangon, amministratore delegato di DNV Italia.

 

5/06 - Beghelli e il fotovoltaico a concentrazione domestico

(Fonte: www.rinnovabili.it - Quotidiano d'informazione sulle fonti rinnovabili)

Grazie ai nuovi impianti sarà possibile ridurre le emissioni di CO2. Ogni 1000 impianti istallati ci sarà una riduzione di ben 2.100 tonnellate di anidride carbonica all’anno
E’ stato presentato, oggi a Roma, un nuovo modulo fotovoltaico a concentrazione basato su una tecnologia che utilizza delle piccole cunette in grado di concentrare la luce solare in un unico punto dove è posizionata la cella. Produttrice sarà l’italiana Beghelli.
Per la realizzazione sono stati seguiti gli studi e le ricerche del premio Nobel per la Fisica Zhores Alferov, presente per l’occasione in sala, che ha dichiarato: “Le celle solari di nuovo tipo consentono di superare la soglia del 40% di efficienza, con l’obiettivo di raggiungere il 55 nell’immediato futuro. Per questo credo che alla fine del XXI secolo la maggior parte dell’energia che ci serve sarà prodotta grazie al Sole: è davvero gratificante vedere quando anni di ricerche si trasformano in applicazioni”.
I moduli, che rientrano nel progetto Pianeta Sole del Gruppo, non sono realizzati in silicio bensì con un mix di indio, germanio e gallio, che ha permesso così di aumentare dell’80% l’efficienza riducendo costi e dimensioni (3 mm contro gli attuali 15 cm). La nuova tecnologia, studiata per un uso domestico, sarà in commercio dall’anno prossimo.
Gli impianti potranno inoltre essere dotati di una batteria in grado di accumulare l’energia non utilizzata durante le ore di irradiazione, di prese elettriche “intelligenti” che consentiranno di ridurre gli sprechi e di una sorta di cellulare denominato “DomoPhone”, che permetterà agli utenti di comandare a distanza l’impianto elettrico dell’abitazione.
I moduli avranno una vita media di 20 anni e per l’istallazione è previsto che una famiglia media spenderà intorno ai 10 mila euro, ammortizzabili in 10 anni. In questo modo si potranno ridurre le emissioni di 2.100 tonnellate di anidride carbonica all’anno ogni 1.000 abitazioni.
Alla presentazione è intervenuto Gian Pietro Beghelli, presidente del gruppo costruttore, che ha aggiunto: “L’illusione di un pianeta capace di risorse infinite è tramontata. Consumiamo troppo, più di quanto la terra possa sopportare. Già oggi la nostra impronta globale supera la capacità rigenerativa del nostro pianeta di circa il 30 per cento. Se la nostra domanda di energia continuerà a crescere a questa velocità entro il 2030 avremo bisogno dell’equivalente di due pianeti terra per sostenere i nostri stili di vita“… “Per questo, la consapevolezza del ruolo sociale dell’impresa, nonché la rilevanza e l’attualità delle tematiche affrontate, ci ha spinto, lo scorso anno, a fare il nostro ingresso nel settore del fotovoltaico, e a evolverci progressivamente, cercando soluzioni sempre più efficienti e con minor impatto sull’ambiente”.

 

4/06 - L'Italia esporta il solare in Egitto

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

Sbarca in Egitto per tentare di farsi largo in tutto il continente africano il solare termodinamico sviluppato dall'Enea partendo dal "progetto Archimede" di Carlo Rubbia. Non c'è solo una commessa industriale dietro l'accordo firmato al Cairo tra il Presidente dell'Enea Luigi Paganetto con le massime autorità locali dell'energia e della ricerca scientifica: il ministro della ricerca Hany Helal, il ministro per l'energia Hassan Younes e e Tarek Hussein, presidente dell'Accademia egiziana per la Ricerca (Asrt). L'accordo prevede un'attività in comune su tutta la filiera dello sviluppo e della realizzazione e commercializzazione degli impianti capaci di generare energia elettrica concentrando i raggi del sole su un sistema di trasmissione e conservazione del calore attraverso un liquido salino.
Gli egiziani avevano già sperimentato un paio di anni fa un accordo sulla tecnologia "Archimede" con gli spagnoli, limitato però alla fornitura di un impianto pilota. Il patto italo-egiziano ha un'orizzonte più vasto. Per creare un know how locale Asrt e Enea mettono in campo rispettivamente l'Autorità egiziana per le energie rinnovabili e la nostra Fn, una società partecipata dall'Enea che aggrega molte capacità private. Della partita sono anche la Tecnimont, Angelantoni, la Techint e le divisione per le rinnovabili dell'Enel.
«Verrà allestito un laboratorio congiunto e un impianto pilota in grado di costituire un nucleo di formazione diffusione di questa tecnologia innanzitutto nell'area mediterranea» spiega Paganetto. Che traguarda un'ipotesi suggestiva: «iniziative come questa possono concretizzare l'idea di un nuovo sistema di generazione elettrica consortile, da fonte pulita, in grado di servire i paesi del Mediterraneo attraverso un apposita rete elettrica». Ma il progetto «ha le carte in regola per diffondersi in tutti i paesi africani». «Allo stesso tempo la nuova metodologia di collaborazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati consentirà anche a noi di sperimentare quel rapporto più diretto tra la ricerca e industria che in Italia ancora manca» rimarca il Presidente dell'Enea.

 

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