Blog Energetico - Notizie e approfondimenti

 

11/10 - Certificazione energetica, in arrivo i requisiti per i progettisti

(Fonte: Edilio)

Non tutti gli ingegneri e architetti potranno firmare la certificazione energetica. Solo quelli indicati nello schema di decreto del Presidente della Repubblica che definisce la figura del tecnico abilitato a livello nazionale. Il testo (l’ultima tranche delle linee guida), attualmente all’esame del Consiglio di Stato, fa un’attenta selezione delle lauree e dei diplomi che permetteranno l’ingresso alla nuova professione. Tutte le professionalità potranno firmare il documento solo per la loro parte di competenze. Quindi, per coprire sia la progettazione che l’impiantistica, sono ammessi anche pool di professionisti che insieme siano in grado di coprire l’intero ambito di competenze richiesto dal provvedimento.
La bozza del Dpr, inviata al Consiglio di Stato non più di due settimane fa, dovrà tornare al Consiglio dei ministri prima di approdare in «Gazzetta Ufficiale» dove arriverà approssimativamente non prima del prossimo febbraio. Schema di Dpr di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modifiche e integrazioni, concernente “Attuazione della direttiva 2002/91/Ce sul rendimento energetico in edilizia” – All’esame del Consiglio di Stato

10/10 - Catasto energetico degli edifici in Valle d'Aosta

(Fonte: Casa e Clima)

Dal 2010 sarà operativa le legge valdostana sull'efficienza energetica in edilizia: primo passo l'anagrafe degli edifici A partire dal 2010 sarà operativa in Valle d'Aosta la legge 21 sull'efficienza energetica degli edifici. Lo ha annunciato l'assessore regionale alle attività produttive Ennio Pastoret, aprendo i lavori del convegno su “Efficienza energetica negli edifici. Strategie europee e interventi locali”, che si tiene oggi 22 ottobre a Saint-Vincent.
La legge regionale 18 aprile 2008, n. 21, recante “Disposizioni in materia di rendimento energetico in edilizia”, era stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 28 dell'8 luglio 2008. “Adesso – ha precisato l'assessore – stiamo aspettando le disposizioni applicative che determineranno l'operatività della legge a partire dal prossimo anno. Il primo passo sarà la realizzazione di un'anagrafe degli edifici che diventerà un fattore essenziale anche nelle compravendite”.
La legge regionale 21/2008
Ricordiamo che la l.r. 21/2008 ha disciplinato le metodologie per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici, i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici ristrutturati e di nuova costruzione, i requisiti professionali e i criteri di accreditamento dei certificatori energetici.
Certificazione degli edifici
È previsto l'obbligo dell'attestato di certificazione energetica (predisposto a cura del costruttore) per i nuovi edifici e per quelli oggetto di ristrutturazione, così come in caso di nuova installazione o di ristrutturazione degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva, di produzione di acqua calda sanitaria e di illuminazione artificiale. Il conseguimento dell'attestato di certificazione energetica – che ha validità di 10 anni - può essere dimostrato mediante l'applicazione di un'apposita targa in luogo facilmente visibile al pubblico.
Catasto energetico e incentivi
Il provvedimento prevede anche la costituzione del catasto energetico degli edifici, al fine di conoscere ed aggiornare periodicamente la situazione del parco edilizio. Sulla base dei dati del catasto, saranno definiti gli obiettivi di miglioramento dell'efficienza energetica (diversificati in base alle tipologie costruttive, alla vetustà degli edifici e alle soluzioni impiantistiche adottate) e le relative scadenze temporali. I proprietari degli edifici dovranno effettuare entro le scadenze stabilite i conseguenti interventi prescritti, per la cui realizzazione è prevista la concessione di contributi in conto interesse da parte della Regione.

09/10 - Certificazione degli edifici, la Toscana punta a semplificare

(Fonte: Casa e Clima)

La Regione sta per adottare un regolamento che mira a ridurre gli oneri burocratici e finanziari per i cittadini
Evitare nuovi oneri burocratici e finanziari per i cittadini: è questo l'imperativo che la Regione Toscana intende seguire in materia di certificazione energetica degli edifici, e che sarà recepito nel regolamento regionale in preparazione, resosi necessario in seguito all'entrata in vigore, il 25 luglio scorso, delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.
“Vogliamo impegnarci a fondo per contrastare i cambiamenti climatici. Intervenire su come sono riscaldate e illuminate le nostre case non è meno importante che lavorare sul traffico – ha sottolineato il vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, intervenendo a un convegno a Pisa –. Ma tutto questo non lo faremo complicando la vita al cittadino e addossandogli il costo dell'innovazione, sia in tempo di spesa che di tempo. La parola d'ordine, anche in questo campo, è semplificare, utilizzando al massimo anche le opportunità della telematica”.
Possibilità di evitare l'autocertificazione
Il regolamento su cui sta lavorando la Regione, per esempio, non prevede l'obbligo dell'autocertificazione del livello di efficienza dell'edificio in caso di compravendita senza allegazione del certificato energetico, come previsto invece dalle Linee guida nazionali. Bensì l'immobile in oggetto sarà automaticamente inserito nella classe di efficienza più bassa. “Il sistema delle certificazioni incide sul valore degli immobili e rende più appetibili le case che consumano meno energia, quelle di classe A – ha spiegato ancora Gelli –. In ogni caso sappiamo che ci vorranno alcuni anni per portare a regime questo sistema e nel frattempo può succedere che il cittadino avverta soltanto di dover affrontare un ulteriore costo, senza comprendere i benefici effettivi che quel costo si porta dietro. Per questo – aggiunge il vicepresidente della Regione - almeno nel caso delle compravendite, pensiamo di evitare di assegnare da subito un'importanza assoluta al certificato. In Toscana si potrà anche evitare l'autocertificazione, accettando tuttavia la classificazione automatica dell'edificio nell'ultima classe, la G”.
Semplificazioni per i certificatori
Ma di snellimenti burocratici beneficerebbero anche gli stessi certificatori, che verrebbero esentati dall'obbligo di iscrizione ad un albo o a un elenco regionale ai fini del rilascio delle certificazioni energetiche degli edifici.
Rispetto delle Linee guida per i nuovi edifici
Oltre agli immobili esistenti, la sfida maggiore riguarderà comunque i nuovi edifici. “In questo caso – ha concluso Gelli – sarà necessario un forte impegno dei comuni al rispetto delle linee guida, in modo che si costruiscano solo edifici che consumano poca energia e non inquinano. Tutto questo, tra l'altro, incrementerà anche le opportunità professionali e darà nuovo slancio a un'industria dell'edilizia capace di puntare su nuovi materiali, sulle energie rinnovabili, sulla qualità e sull'innovazione. Come Regione, è un percorso che cercheremo di sostenere al massimo”.

08/10 - Disponibile per il 2 novembre la nuova versione di DOCET

(Fonte: Parole Verdi)

Come già anticipato a settembre, un comunicato congiunto di CNR-ENEA ha confermato per il prossimo 2 novembre l'uscita della nuova versione di DOCET, aggiornata alla normativa vigente.
In particolare, l'aggiornamento consente di adeguare il software di calcolo alle norme UNI/TS 11300:2008, alle Linee Guida per la Certificazione Energetica ed al DPR 59/09.
Ricordo che con l'ausilio di DOCET, è possibile redigere un Attestato di Certificazione Energetica, realizzando una qualificazione energetica dell'edificio oggetto dell'analisi, grazie al calcolo di una serie di indicatori.
Il software consente, inoltre, di valutare il risparmio economico derivante e di attribuire la classe energetica all'edificio.

07/10 - Risparmio energetico in condominio, basta la maggioranza ridotta

(Fonte: Il Sole 24 Ore - Silvio Rezzonico e Giovanni Tucci)

A oltre 18 anni dal varo della prima legge organica sul risparmio energetico (10/91), oggi finalmente si hanno le idee un po' più chiare a proposito delle maggioranze "speciali" previste per gli interventi di efficienza energetica in condominio (commi 2 e 5 dell'articolo 26 della legge). L'ultima parola in proposito l'ha detta la legge 99 del 23 luglio scorso (al comma 22 dell'articolo 27) integrando il comma 2 (dopo il restyling portato dal Dlgs 311/2006) che ora così recita: «Per gli interventi sugli edifici e sugli impianti volti al contenimento del consumo energetico e all'utilizzazione delle fonti di energia di cui all'articolo 1, individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato, le pertinenti decisioni condominiali sono valide se adottate con la maggioranza semplice delle quote millesimali rappresentate dagli intervenuti in assemblea».
La decisione
L'aggiunta portata dalla legge 99/2009 è quella delle ultime parole («rappresentate dagli intervenuti in assemblea»). La nuova norma ha fatto piazza pulita di tutte le interpretazioni precedenti, di dottrina e giurisprudenza, inventando una nuova maggioranza condominiale, non contenuta nel Codice civile: quella "semplice" dei millesimi degli intervenuti in assemblea. In altre parole non contano i condomini favorevoli all'intervento, bensì solo i loro millesimi: devono essere più di quelli dei condomini che votano contro, sommati con eventuali astenuti (la giurisprudenza ha chiarito che contano come contrari).
Naturalmente l'assemblea deve essere di per sé valida. Devono cioè essere presenti di persona o per delega almeno un terzo dei condomini che possiedano un terzo dei millesimi. Queste sono infatti le maggioranze necessarie per la seconda convocazione (le assemblee in prima sono casi rarissimi). Fatti alcuni elementari calcoli, si può dire che una decisione di risparmio energetico potrebbe in teoria vedere il voto positivo dei condomini che possiedono appena 167,7 quote su 1.000, se all'assemblea partecipano solo un terzo dei condomini che possiedono solo un terzo dei millesimi. Va aggiunto che, per giurisprudenza di Cassazione, anche una decisione presa senza le necessarie maggioranze è annullabile solo se impugnata in giudizio entro 30 giorni da quando se ne ha avuta conoscenza: trascorso questo periodo, diventa valida.
Gli interventi ammessi
Ci si può chiedere: ma quali interventi sono da considerare «volti al contenimento del consumo energetico»? Prima che intervenisse il Dlgs 311/2006, modificando il comma 2, si disponeva di un elenco abbastanza preciso delle opere ammesse, contenuto sempre nella legge 10/91 (articolo 8) ed espressamente richiamato nel comma 2. Ora non più. Ci si limita ad affermare due cose. La prima è che sono comprese tutte le opere che coinvolgono fonti rinnovabili di energia (sole, vento, idroelettrico, geotermico, biomasse). La seconda è che può andar bene qualsiasi intervento programmabile, se porta a un risparmio attestato da una certificazione energetica o una diagnosi energetica. A patto che, naturalmente, si seguano alla lettera le prescrizioni del Dpr 59/2009, che impone certi parametri di legge per gli interventi sugli impianti di riscaldamento. Per fare qualche esempio, certi rendimenti minimi sia per la caldaia sia per le nuove pompe di calore elettriche o a gas (quando li si sostituisce) nonché sonde di rilevamento della temperatura all'esterno dell'edificio per tarare quella interna.
Alle condizioni previste dalle norme tecniche, sono agevolate non solo la ristrutturazione di impianti di riscaldamento, ma anche quella di impianti di condizionamento estivo e di produzione di acqua calda sanitaria. Via libera anche alle opere di coibentazione degli edifici (per esempio del tetto o anche dei muri, con "cappotti termici"). Potrebbe forse essere consentita a maggioranze ridotte pure la conversione dal gasolio al metano, se non altro perché si tratta di un combustibile meno inquinante che allunga il ciclo di vita della caldaia e "sporca" meno camini e canne fumarie. Ciò porta, sul lungo periodo, al miglioramento del rendimento.
Sul fronte idrico
Resta incerta, invece, la tesi che le opere con maggioranze condominiali ristrette possano riguardare il risparmio idrico, che pure è stato agevolato dalla Finanziaria 2009 e dalle norme di molte regioni. Infatti la raccolta, il filtraggio e l'erogazione delle acque piovane non hanno prestazioni attualmente attestabili con una certificazione energetica (che è richiesta dal comma 2) e prevedono dispositivi (ad esempio pompe) che fanno aumentare anziché diminuire i consumi di energia propriamente detti.
I QUORUM
Risparmio energetico
Per deliberare interventi diretti al risparmio energetico, purché individuati con una certificazione energetica o una diagnosi energetica, basta la maggioranza dei millesimi degli intervenuti in assemblea (articolo 26, comma 2, legge 10/1991). Il Dpr 59/2009 scoraggia la trasformazione dell'impianto negli edifici residenziali con più di quattro appartamenti (e in quelli più piccoli se la potenza nominale è maggiore o uguale di 100 kW) a meno che sia inevitabile per cause tecniche o di forza maggiore.
Termoregolazione e contabilizzazione del calore
Per l'installazione di dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, l'assemblea condominiale decide a maggioranza ordinaria in deroga agli articoli 1120 e 1136 del Codice civile (articolo 26, comma 5, legge 10/1991). In questo caso, non serve una certificazione o una diagnosi energetica. Da notare che l'adozione della centralina di termoregolazione programmabile è resa obbligatoria dal Dpr 59/2009 in caso di ristrutturazione integrale dell'impianto centralizzato.

06/10 - Grandi investimenti per il futuro del solare

(Fonte: Rinnovabili.it)

Il problema degli elevati costi di produzione nell’industria del solare, sta evidentemente avendo un effetto volano sugli investimenti nella ricerca di nuove tecnologie più efficienti e meno care per produrre energia dal sole. In questo senso tornano di attualità alcune promettenti start up, che proprio sulla ricerca tecnologica applicata alle rinnovabili hanno incentrato il loro business. Una di queste, Wakonda Technologies, società di Boston fondata nel 2005 da Les Fritzemeier e dal professor Ryne Raffaelle dell’Istituto di Tecnologia di Rochester, ha di recente comunicato di aver raggiunto un importante accordo con alcuni fondi di private equity per sviluppare celle solari ad altissima performance rispetto a quelle tradizionali in silicio mono o policristalline, che risultano sicuramente ancora troppo care per una efficienza tutto sommato modesta. La società nata come una sorta di scommessa da parte di due brillanti studiosi, trasferita la sede a New York è stata premiata nel 2007 come la azienda verde dell’anno in America.
Wakonda che fin da principio ha fatto della ricerca sul miglioramento dell’efficienza delle celle solari una ragione di vita, ha ottenuto un finanziamento di 9,5 milioni di dollari da ATV, General Catalyst Partners, Polaris Venture Partners, Applied, Ventures, LLC e dal fondo Massachusetts Green Energy per lo sviluppo di un nuovo materiale già brevettato in grado di produrre celle solari a basso costo e ad altissima efficienza. I primi esperimenti hanno dimostrato che queste nuove celle sono in grado di produrre un efficienza di circa il 30% contro una media di quelle attualmente in commercio che si attesta sul 15-17%.
Investimenti per il futuro del solare“Noi stiamo attivamente lavorando per ridurre il costo degli impianti solari e per rendere l’energia solare competitiva rispetto a quella elettrica tradizionale” ha detto il cofondatore della società Les Frizmeier. Questa importante iniezione di liquidità da parte di un gruppo di investitori professionali dimostra come lo sforzo compiuto fin qui dalla piccola società di Boston sembra possa presto dare i frutti sperati. Il progetto di Wakonda, secondo le prime indiscrezioni, verterebbe soprattutto sulla applicazione di nuovi materiali per le celle solari, come l’arseniuro di gallio, che è caratterizzato da un’alta mobilità dei portatori liberi di carica (elettroni e lacune), per cui viene usato nei dispositivi elettronici ad altissima velocità.
Secondo i vertici della società l’utilizzo di questo materiale per la produzione di celle solari sarebbe la soluzione di volta per avere alta efficienza a basso costo. Questo accordo segue di poco quello stipulato da un altra importante start up americana, la 1336 Tecnhologies, che ha ottenuto circa 12 milioni di dollari di nuovi finanziamenti per sviluppare nuove futuristiche cellule solari in grado di catturare maggiori fotoni sulla propria superficie e quindi maggiore conducibilità elettrica. Nel 2012 la società è sicura, in tal modo di riuscire a produrre un modulo ad un costo di produzione di 1 dollaro per watt.

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