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Cosa cambia da ACE ad APE?

Attestato Prestazione EnergeticaIl DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, ha introdotto l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) in sostituzione dell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE).
Ricordiamo che l’Attestato di Certificazione Energetica era quel documento, rilasciato da un tecnico abilitato, nel quale venivano riportati i consumi energetici dell’edificio e i suggerimenti sugli interventi da realizzare per migliorarne le prestazioni energetiche.

Quali sono le differenze tra l’ACE e l’APE?
L’Attestato di Prestazione Energetica, nell’intenzione del legislatore, dovrebbe essere un documento più completo e complesso del suo predecessore, perchè dovrà tener conto di un maggior numero di parametri e utilizzerà procedure di calcolo diverse da quelle relative all’ACE.
Il Decreto però rimanda al Ministero dello Sviluppo Economico il compito di definire, con un futuro regolamento, le procedure e metodologie di calcolo per la redazione dell’APE.
In questo momento quindi, non essendo ancora definite le nuove metodologie, si continuano a effettuare i calcoli in base a quanto previsto dal DPR 59/2009, supportato dalle Norme UNI e CTI. All’atto pratico quindi cambia soltanto il nome: da Attestato di Certificazione Energetica a Attestato di Prestazione Energetica.

I vecchi ACE sono ancora validi?
Gli Attestati di Certificazione Energetica rilasciati fino all’entrata in vigore del DL n. 63/2013 (5 giugno 2013) sono riconosciuti come validi dal comma 10 dell’articolo 6 D.lgs. 192/2005. Ovviamente purchè tali ACE siano in corso di validità e rilasciati conformemente alla direttiva 2002/91/CE.

Che validità ha l’APE?
L’Attestato di Prestazione Energetica, così come il suo predecessore, ha validità 10 anni a partire dal suo rilascio.
L’attestato deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione e riqualificazione che interessi il sistema edificio-impianto certificato.
La durata decennale è condizionata al rispetto delle prescrizioni di controllo della prestazione energetica degli impianti di cui al decreto del 16 aprile 2013. Se tali controlli non vengono effettuati, l’APE perde efficacia al 31 dicembre dell’anno in cui tali controlli dovevano essere svolti.

L’APE deve essere allegato ai contratti di compravendita e/o locazione?
Si, sempre. In particolare deve essere allegato:
– compravendita (concetto esteso a tutti i passaggi di proprietà a titolo oneroso, ad esempio permute)
– atto di trasferimento a titolo gratuito (donazioni, successioni)
– locazione (anche in questo caso nel significato più ampio del termine, comprendendo anche leasing e altre forme di locazione)

Quali sanzioni per chi non si dotasse dell’APE?
Il panorama delle violazioni relative all’Attestato di Prestazione Energetica, riportato dell’art. 15 del D.lgs. 192/2005, prevede una gamma di sanzioni, sia amministrative che pecuniarie, a carico dei vari soggetti interessati e obbligati:
costruttore o proprietario che non dovesse dotare di APE gli edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione importante (da 3000 a 18000 euro);
proprietario che non rispetti l’obbligo di dotare di un attestato di prestazione energetica gli edifici o le unità immobiliari nel caso di vendita (da 3000 a 18000 euro) – non sono previste sanzioni in caso di trasferimenti di proprietà a titolo non oneroso;
proprietario che non rispetti l’obbligo di dotare di un attestato di prestazione energetica gli edifici o le unità immobiliari nel caso di nuovo contratto di locazione (da 300 a 1800 euro) – in caso di rinnovo o proroga del contratto, se l’APE è ancora in corso di validità e non sono intervenute modifiche nel sistema edificio/impianto non è necessario produrre un nuovo attestato;
professionista abilitato che non rispetta i criteri di redazione (da 700 a 4200 euro) e segnalazione al relativo Ordine o Collegio per i provvedimenti disciplinari conseguenti;
– il responsabile dell’annuncio in caso di offerta di vendita/locazione senza indicazione dei parametri energetici (da 500 a 3000 euro).

Non allegare l’APE al contratto di vendita o locazione comporta la nullità del contratto stesso, nullità assoluta che può come tale essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e può essere rilevata d’ufficio dal giudice. L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione.

In quali casi non è obbligatorio l’APE?
Sono escluse dall’applicazione del D.Lgs. 195/05 e quindi non soggette alla redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica le seguenti categorie di edifici:
a) gli edifici ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, fatto salvo quanto disposto al comma 3-bis;
b) gli edifici industriali e artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili;
c) edifici rurali non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione;
d) i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati;
e) gli edifici che risultano non compresi nelle categorie di edifici classificati sulla base della destinazione d’uso di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il cui utilizzo standard non prevede l’installazione e l’impiego di sistemi tecnici, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi, ecc., fatto salvo quanto disposto al comma 3-ter.
f) gli edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento delle attività religiose

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  • paolo: consiglio segnalare la truffa al 117 GDF.
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