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Carbon tax per finanziare i sussidi alle energie rinnovabili

La Carbon Tax, una tassa pensata per finanziare le energie rinnovabili e non inquinanti, che si paga in base all’inquinamento prodotto.

Nella relazione illustrativa della bozza di decreto di semplificazione fiscale spuntano anche nuove possibilità di finanziamento per quanto riguarda gli incentivi alle energie rinnovabili.

In sostanza senza appesantire troppo le bollette elettriche, le energie verdi potrebbero essere finanziate da una carbon tax legata alle emissioni effettive di anidride carbonica ( emessa da fabbriche, centrali elettriche, trasporti, ecc.).

La tassa quindi potrebbe essere introdotta sin da subito e prevedere un sistema di incentivazioni sull’onda di quanto si decide a Bruxelles in materia di novità nel campo sussidi energetici.

Tassa inquinamento

Le intenzioni dell’esecutivo sembrerebbero quindi delle migliori, con un alleggerimento della bolletta energetica e una diretta correlazione tra importi pagati per sostenere le energie “verdi” e quanto effettivamente si inquina.

Tuttavia Confindustria ammonisce sulle intenzioni visto che gli orientamenti dell’esecutivo italiano potrebbero essere difformi da quelli comunitari: in sostanza occorrerà attendere quanto deciso a livello comunitario in tema di incentivi alle energie rinnovabili per poter tracciare una linea guida certa. Inoltre, vista anche la necessità di fare cassa da parte del governo, si rischierebbe di creare delle duplicazioni di tassazione che comporterebbero aggravi di tassazioni per cittadini e imprese.

Orientamenti Comunitari sulla tassazione

Per quanto riguarda gli orientamenti comunitari la linea guida è prevedere un aggravio di tassazione per le imprese maggiormente inquinanti, in modo tale da incentivare nel medio periodo le aziende orientate all’ambiente ed alla produzione sostenibile.

La bozza di risoluzione all’esame di Bruxelles prevede di determinare la tassazione dei combustibili scindendo l’aliquota minima in due componenti, che congiuntamente dovrebbero applicare l’imposta totale da applicare al prodotto finale.

La prima è basata sul quantitativo emesso di anidride carbonica ( dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 euro a tonnellata) mentre la seconda sul contenuto energetico.

Il peso, per quanto riguarda il secondo prelievo, potrebbe essere molto elevato per quanto riguarda la tassazione da applicare ai carburanti per autotrazione ( circa 9,6 euro a giga joule) o molto basso ( circa 0,15 euro a Gigajoule o anche pari a zero).

Nuovo aumento carburanti?

Quest’ultimo aggravio di imposta potrebbe portare il prezzo dei carburanti praticati nel nostro paese ad un ulteriore, sgraditissimo aumento. Un aggravio di tassazione su benzina e gasolio che andrebbe a sommarsi ai numerosi incrementi di prezzo operati negli ultimi tempi al fine di scongiurare il default del debito pubblico italiano.
Tuttavia sembra che l’orientamento sia quello di trasferire alla fiscalità generale il sistema dei sussidi in modo tale da non farlo pesare sulle bollette dei cittadini.

Ad esempio si era anche pensato di prevedere una carbon tax per i piccoli elettrodomestici in modo da finanziare le agevolazioni nel campo di eolico e fotovoltaico.

viaCarbon tax per finanziare i sussidi alle energie rinnovabili – Fisco – Investireoggi.it.




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