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Certificati energetici a poco prezzo e screditamento dei certificatori

Il caso della diffusione dei Groupon fenomeno degli acquisti di gruppo on line si sta infiltrando anche nel settore della certificazione energetica, con un forte rischio di svalutazione della qualità del certificato energetico. Si trovano infatti offerte di prestazione al di sotto della soglia minima professionale: consulenze legali a poco prezzo, fino a decine di euro, così come visite mediche, ed ora anche certificazioni energetiche low cost. In relazione a tali problematiche preme evidenziare che la precisione non dipende, come molti crederebbero a torto, dal software impiegato ma sopratutto dal fattore “antropico”, ossia dalla qualità dei dati che il tecnico acquisisce mediante sopralluogo, attraverso misurazioni strumentali – quali quelle riguardanti trasmittanze degli elementi opachi di chiusura dell’involucro tramite un costoso strumento chiamato termoflussimetro ad esempio –  e che poi interpreta sulla base della propria esperienza.

Purtroppo per un committente i dubbi non sorgono – a causa proprio della mancanza di corretta informazione da parte dei mass media –  sulla qualità di tali prestazioni professionali ma per chi ha bisogno di un Certificato Energetico pensa che se ne possa ottenere uno della stessa qualità a prezzi inferiori a seconda dell’efferente.
Nulla di più sbagliato: un certificato energetico low cost, redatto senza rilievi e sopraluoghi dovuti, in tutta fretta e furia, difficilmente può risultare corretto, e può essere oggetto di multe salate in caso di controlli degli organi preposti. Un parallelo può essere fatto sulla scorta di altre prestazioni professionali: dalle relazioni geologiche fatte col copia-incolla che non danno alcuna garanzia sulla reale situazione di un sito dove magari si dovrà andare ad edificare, fino ai piani di sicurezza che non tengono conto della reale situazione di cantiere e che mettono a rischio la situazione dei lavoratori!

COME SI PONGONO LA NORMATIVA E GLI ORDINI PROFESSIONALI A RIGUARDO?
A proposito dei certificati energetici low-cost è tanto avvilente quanto vergognoso assistere ad una sorta di mercimonio telematico in cui una prestazione professionale – nel cui ambito c’è chi ha investito buona parte della propria attività di ricerca e formazione – viene “svenduta” a pochi euro (sui quali, si badi bene, insistono i costi diretti, ma soprattutto indiretti, della Professione), a maggior ragione se si considera quali erano le intenzioni del Legislatore, in merito a tale importante procedura.

La Direttiva Europea 2002/91/CE, la “Energy Performance Building Directive”, recepita anche in Italia, ha come obiettivo la diminuzione dei consumi energetici, il risparmio di energia primaria, l’introduzione di nuovi standard progettuali e la riduzione delle emissioni di CO2. In alcune regioni italiane, però, non è ancora stato istituito un elenco dei certificatori, e tra una regione e l’altra ci sono troppe differenze normative che facilitano il gioco al ribasso.

Per questo Sacert , ente di certificazione delle competenze dei tecnici certificatori energetici accreditato da Accredia (Ente Italiano di Accreditamento e unico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere attività di accreditamento.) ha lanciato la campagna “Soffriamo a basso costo”, contro gli attestati di Certificazione Energetica offerti a prezzi decisamente troppo bassi. I rappresentanti della Sacert dichiarano di aver già intrapreso “azioni di denuncia di chi svilisce lo strumento della certificazione energetica, nell’interesse del cittadino, della comunità, del mercato dell’edilizia e del mercato immobiliare prima ancora che nell’interesse del tecnico certificatore energetico.”
CHE COMPETENZE CI VOGLIONO PER ESSERE PROFESSIONISTI DELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA?
Certo! La Certificazione Energetica non è solo un arido modulo compilato in serie ma il suo ambito investe di versi campi di attività: analizza i consumi energetici, serve a valorizzare o deprezzare un immobile, dà l’idea di comfort che si può ottenere mediante un miglioramento sull’involucro edilizio o sui suoi impianti etc… La certificazione energetica insomma, indipendentemente dall’uso “amministrativo” che si fa del relativo attestato, è finalizzata a fornire – solo ed esclusivamente attraverso un’indagine ed un’analisi approfondita – delle precise indicazioni sulle possibilità offerte dalle tecniche di retrofitting energetico del complesso sistema edificio-impianto.

In alcune regioni italiane coerentemente con gli obbiettivi di tutela dell’utente-committente e del certificatore esistono degli elenchi di professionisti della certificazione con esperienza comprovata – e non improvvisatori di prestazioni che non gli competono -, ma in molte altre località questa “tutela” non esiste o viene ostacolata per questioni speculative, per inutili competizioni fra i diversi ordini professionali del settore tecnico o semplicemente per disinteresse diffuso.

Ad esempio la Regione Puglia ha perso la causa al Tribunale Amministrativo Regionale e non ha neppure tentato l’appello alla sentenza n. 2426 dell’11 giugno 2010, in riferimento al ricorso presentato dagli Ordini degli Ingegneri delle Province di Bari, Foggia, Lecce e Taranto. Tale ricorso prevedeva l’annullamento di una delibera della Giunta Regionale Pugliese che subordinava la competenza a rilasciare il certificato di sostenibilità ambientale e l’attestato di certificazione energetica degli edifici ad uno specifico corso di formazione professionale riconosciuto dalla Regione Puglia ed al superamento di un apposito esame finale predisposto dalla stessa Regione.

La Regione Lombardia che invece ha una sua normativa specifica e un relativo albo di professionisti certificatori, si sta muovendo per verificare la veridicità degli Attestati di Certificazione Energetica focalizzando i controlli proprio su quelli realizzati a prezzi bassi. Secondo quanto affermato da Mauro Fasano dell’U.O. Energia e Reti tecnologiche della Regione, i controlli partiranno dalle certificazioni offerte a prezzi troppo bassi – qui in Lombardia intorno ai 60 euro – per essere state redatte regolarmente.

COSA FARE?
Un consiglio ve lo possiamo dare, indipendentemente dalla decisione che prenderete nel caso siate combattuti tra la scelta di un Certificato Energetico fatto da un professionista accreditato o quanto meno che conosciate di persona e che vi garantisca di effettuare tutte le verifiche sul vostro immobile, ed un Certificato Low-Cost di un emerito sconosciuto che specula alle vostre spalle perché non si degnerà neppure di venire a vedere la reale situazione del vostro immobile.

Scegliete il meglio, e con “meglio” non intendiamo dire l’offerta a prezzo ridotto. E se dopo questo articolo ancora non siete pienamente convinti che i Certificati energetici low-cost sono una bufala almeno tenete a mente un famoso proverbio dice “come spendi mangi!”.

viaCertificati energetici a poco prezzo e screditamento dei certificatori.




3 Comments

  1. Markus1964Mag 13, 2014 at 15:13Reply

    Il Lavoro di Certificazione è ripartito su:
    1- proprietario che raccoglie dati, li ordina, e fa fotografie (non bisogna avere alcuna laurea per fare questo;
    2- PC e software che esegue uil calcolo;
    Alla fine il professionista mette timbro dell’iscrizione e altri ammennicoli.
    Da ingegnere ex iscritto non accetto questa lagna del low cost è la stessa lagna che facevano nel 700 gli operai che venivano sostituiti dai telai meccanici.
    Spiacente se avete scoperto che l’innovazione tecnologica non vi fa bene … ma è così. Cosa pensavate che la Scienza fosse per il nostro bene? Beh non avete chiaro le idee.
    E non abbiamo ancora visto nulla.
    Il Valore dell’immobile non sarà elevato grazie a questi artifici e se uno ha bisogno di un tetto, male che vada adotta la soluzione più semplice: si veste di più e scalda meno

  2. MarcoMag 13, 2014 at 15:24Reply

    Markus ma cosa dici?
    1 – i dati non li raccoglie il proprietario: è in grado di valutare la trasmittanza delle strutture e i vari componenti degli impianti?
    2 – il software deve essere acquistato e conosciuto
    2 – il tecnico deve saper valutare i risultati che escono da quel software, altrimenti sai che ca…stronerie vengono fuori!
    3 – il tecnico ci mette la responsabilità

  3. LeandroFeb 5, 2015 at 09:25Reply

    Sono d’accordo con Marco, non si può pretendere che il cliente faccia il sopralluogo al posto nostro. E’ una questione di serietà ed etica professionale. Inoltre si firma e si timbra un documento ufficiale che non va preso con leggerezza. Markus non so i tuoi clienti, ma i miei cominciano ad interessarsi e a pretendere (come è giusto) nelle progettazioni il risparmio energetico, cosa peraltro giusta se si vogliono abbattere i costi e l’inquinamento. Gli italiani non si vestono di più ma abbassano i consumi.

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