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Energie rinnovabili il Fvg e quasi al top

A fine anno la quota dovrebbe essere vicina al 12,7%. Il Governatore Tondo: pubblico e privato facciano squadra.

La fotografia scattata ieri mattina in Regione a Udine sullo stato di salute del “comparto” energie rinnovabili è lusinghiera. A fine 2011, in Fvg la quota di energia derivante da rinnovabili si è attestata all’11,9% del totale e quest’anno dovrebbe chiudere vicina al 12,7%, percentuale di alto valore visto che rappresenta la quota fissata dall’Italia, con il decreto Burden sharing (15 marzo 2012), da raggiungere entro il 2020. Insomma, ci siamo già e con diversi anni d’anticipo.
Il dato va comunque letto e monitorato, soprattutto nei prossimi mesi. Un futuro, quello prossimo, che in materia di energia si gioverà della neo-legge regionale 19/2012 (Norme in materia di energia e distribuzione dei carburanti), ma anche dell’attenzione riservata al tema dalla neonata Euroregione, che proprio ieri a Venezia ha visto i natali. Lo ha assicurato, alla vigilia dell’attesa firma, il presidente Renzo Tondo: «Se corrisponde al vero che l’Unione europea sta mettendo importantissime risorse nei prossimi 7 anni sulla programmazione dell’energia, credo che fare assieme a Zaia e a Doerfler (governatori di Veneto e Carinzia, ndr) un ragionamento su questo sarà molto importante».
Dal presidente è arrivato un appello a fare squadra: «Dobbiamo mettere insieme tutti gli attori del nostro sistema regionale, che è all’avanguardia. Abbiamo un manifatturiero molto forte, che ha bisogno di approvvigionamento, molti privati che sul territorio regionale si danno da fare per creare opportunità nuove, l’Ue che investe risorse straordinarie su questo settore: arrivare in ritardo sarebbe un fatto per noi impensabile».
Riferendosi al fronte comunitario, sul quale il Fvg si è già ritagliato uno spazio di attenzione essendo stato “selezionato” il progetto regionale di «Governance energetica integrata» assieme a soli altri tre in tutta Europa, il governatore ha quindi auspicato che la Regione «sia pronta a partire in squadra con gli operatori privati, l’università e le regioni a fare una partita comune rispetto alle risorse importanti che saranno messe a disposizione».
Moderata dal presidente della IV commissione consiliare, Alessandro Colautti, “il padre” della lr 19, la giornata di ieri è servita a fotografare lo stato dell’arte in materia di energia in Regione sia riguardo allo stato di fatto delle rinnovabili che dal punto di vista normativo. La parte del “leone” l’ha fatta la nuova legge, che – ha precisato lo stesso Colautti – ha consentito di riordinare e al contempo semplificare la materia, abrogando tutte le leggi previgenti e snellendo gli iter autorizzativi.
In particolare, in virtù della lr 19, per gli impianti di maggiori dimensioni sarà richiesta un’autorizzazione unica (e previo ok dei consigli comunali avrà valore di variante urbanistica) con al massimo due passaggi in conferenza dei servizi unificata. Per gli impianti minori (fino a un Mw) sarà invece sufficiente una procedura abilitativa semplificata fino alla semplice comunicazione d’inizio lavori. Per gli impianti a fonti rinnovabili la legge prevede inoltre che i Comuni possano esigere misure compensative e ancora che, per le biomasse, si realizzino monitoraggi ambientali di cui dar conto su siti web a beneficio dei cittadini.




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