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La metà del parco edilizio lombardo è in classe G

I numeri del Cestec dimostrano che c’è tanto lavoro da fare, anche se negli ultimi anni l’attenzione verso il green building è cresciuta, come dimostra il progetto Biocasa 2012 di Filca

Il parco edilizio di una regione chiave per l’economia nazionale come la Lombardia è estremamente inefficiente dal punto di vista energetico, ma la tendenza che sta emergendo in questi ultimi anni è quella di una crescente attenzione alle tematiche del green building. È quanto evidenzia un’indagine di Cestec (Centro per lo sviluppo tecnologico, l’energia e la competitività, una realtà della Regione Lombardia) sugli attestati di certificazione energetica (Ace) rilasciati nella Regione: dal 2007 ad oggi sono stati depositati nel catasto energetico lombardo circa 774.000 attestati, più della metà di quelli registrati nell’intero territorio nazionale. L’analisi sulle caratteristiche energetiche effettuata dal Cestec su questi edifici certificati non è delle più confortanti: oltre l’80% appartiene a una classe energetica inefficiente.

In particolare, il 50,6% è classificato addirittura nella fascia G, il 12,8% nella F, l’11,6% nella E. Solo il 5,4% degli Ace rientra in una classe ‘virtuosa’, ossia la B, appena lo 0,6% in fascia A e un misero 0,1% nella categoria più efficiente, la A+. I componenti che caratterizzano l’involucro degli edifici lombardi (pareti, basamenti, serramenti e coperture), non a caso, registrano valori di trasmittanza termica (ovvero di dispersione del calore) del 200% superiori rispetto ai limiti stabiliti dalla normativa regionale del 2008. Migliore è la situazione dei serramenti che presentano, comunque, valori di trasmittanza superiori del 45%.

Questi dati sono però influenzati dalla notevole presenza di edifici costruiti nelle prime decadi del secolo scorso, che offuscano i progressi nell’efficienza compiuti dall’edilizia nell’ultimo ventennio. Se si prendono in considerazione soltanto gli immobili di nuova costruzione o ristrutturati dopo il 2007, le percentuali delle classi, infatti, sono molto diverse: il peso della fascia G si riduce al 4,3%, quello della B sale al 19,6% e la A va all’1,8%. In Lombardia, infatti, sono stati realizzati sinora 4.500 nuovi edifici in classe A, 1.000 in A+ e i primi esempi di stabili completamente autosufficienti dal punto di vista energetico. L’attuale mercato lombardo delle costruzioni, ormai, non presenta più progetti di edifici di classe inferiore alla B, come si può notare dalle campagne pubblicitarie delle imprese edili. La corsa al risparmio energetico è sostenuta dalle normative europee: l’articolo 9 della direttiva numero 31 del 2010 impone agli Stati membri di emanare regole affinchè gli immobili costruiti a partire dal 2020 siano a energia quasi zero, con un anticipo al 2018 per quelli pubblici.

La spinta verso il green building è stata recepita anche da un costruttore come Filca Cooperative, che recentemente ha presentato il Progetto Biocasa 2012. «Il primo progetto Biocasa nasce in realtà nel 2004 – ha spiegato Giacomo Fumeo, presidente di Filca Cooperative – quando in Italia ancora non esistevano normative sull’efficienza energetica. Siamo partiti in questa direzione per introdurre elementi di innovazione in un settore che fino a quel momento ne aveva avuta ben poca. In questi anni abbiamo costruito 2.036 alloggi, di cui il 28% in classe A e il 72% in B. Attualmente, invece, per quanto riguarda gli edifici in costruzione, siamo già all’89% di case in fascia energetica A. Con questi progetti abbiamo voluto dimostrare che si possono costruire case con alti standard e prezzi compatibili per la nostra clientela target, che non dispone certo di mezzi economici illimitati». Le Biocasa Filca di classe A, infatti, presentano consumi termici inferiori dell’80% rispetto a quelli tradizionali: un recente monitoraggio del Politecnico di Milano ha quantificato in 300-350 euro i costi annui per il riscaldamento di un’abitazione di questo tipo di 90 metri quadri, contro i 1.500-1.800 euro di un alloggio tradizionale della stessa grandezza.

Il progetto Biocasa 2012 rappresenta un’ulteriore evoluzione di quelli precedenti, in quanto dal 2012 tutte le costruzioni Filca si collocheranno in classe A o A+, proprio in vista dell’entrata in vigore delle normative nazionali e regionali di attuazione della direttiva europea al 2020. Biocasa 2012 recepisce alcuni standard della certificazione ambientale per l’edilizia Leed: oltre alla riduzione dei consumi energetici, l’utilizzo di risorse e materiali naturali e la cura per il benessere psicofisico della persona, particolare attenzione sarà dedicata alla sostenibilità del sito, ossia all’inquinamento e all’impatto dell’attività di costruzione: Filca Cooperative sceglierà preferibilmente per i propri cantieri aree dismesse, cercando di incentivare i trasporti ecosostenibili, ridurre l’effetto isola di calore e abbattere l’inquinamento luminoso.

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