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Lombardia: ‘Kyoto’, 60mln per le rinnovabili

Boccata d’ossigeno per chi intende presentare progetti di efficienza energetica e di promozione delle fonti rinnovabili. Grazie al ‘Fondo Kyoto’ sono stati infatti sbloccati 600 milioni di euro, sotto forma di finanziamento agevolato, per l’Italiaintera. Di questi, 60 sono riservati alla Lombardia.

La misura è stata presentata, a Bergamo, dall’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi.

Il Fondo, nel caso specifico della Lombardia, ha una dotazione complessiva di poco più di 60 milioni di euro per i prossimi 3 anni (2012 – 2014), divisi in tre tranche equivalenti annuali di circa 20 milioni di euro. “La prima annualità – ha spiegato Raimondi – è ai blocchi di partenza e oggi vogliamo condividerla con tutti coloro, e sono tanti, che nutrono interesse elevato verso la green economy in generale e verso gli investimenti in energie rinnovabili. Anche per questo siamo soddisfatti che nella ripartizione a livello nazionale la Lombardia sia quella che ha beneficiato del plafond più alto, con stanziamenti almeno doppi di quelli di qualsiasi altra Regione del Nord e comunque superiori a tutte le Regioni”.

Motivo d’orgoglio, dunque, anche perché il Fondo dà molto valore, destinandovi la maggior parte delle risorse, agli interventi di efficienza energetica, “la chiave strategica della futura politica energetica regionale e nazionale”. “Proprio in quella direzione – ha detto l’assessore – stiamo volgendo il nuovo Programma Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che quest’anno ci vedrà fortemente impegnati sia nell’ascolto dei soggetti energetici che nella interlocuzione con le diverse realtà coinvolte anche sui territori”. Non può infatti essere sottovalutato l’impegno lombardo a proseguire e approfondire le politiche sul fronte dell’edilizia sostenibile e dell’efficienza energetica, su cui siamo all’avanguardia, “come ad esempio con i provvedimenti sugli impianti per la climatizzazione delle nostre abitazioni e dei nostri luoghi di lavoro”.

L’impegno di Regione Lombardia su questo tipo di politiche è da tempo chiaramente indirizzato a valorizzare le importanti ricadute sulla qualità dell’aria. Come ricordato da Raimondi, lo scopo è di “anticipare gli obiettivi di risparmio energetico entro il 2015”.  Il Fondo nasce dalla Legge Finanziaria 2007. Negli anni successivi si è articolato in un complesso percorso di attuazione, che ha portato alla sottoscrizione delle Convenzioni operative con il Ministero per l’Ambiente e la Cassa Depositi e Prestiti. Lo scorso 1 marzo è stata poi pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la Circolare attuativa, che disciplina le modalità di presentazione. “Ora – ha spiegato Raimondi – siamo quasi al momento di partire con l’invio delle domande, che andranno presentate esclusivamente on line sul sito della Cassa depositi e Prestiti”.

I finanziamenti a tasso agevolato (0,50 per cento annuo) hanno una durata di 6 anni per i soggetti privati e di 15 anni per i soggetti pubblici. Le percentuali di agevolazione riconosciute ai beneficiari di natura pubblica o privata sono: 90 per cento per i soggetti pubblici, 70 per cento per i soggetti privati. La prima annualità di finanziamento prevede fondi per Regione Lombardia da ripartire in questo modo: – 3 milioni per la ‘Misura micro-cogenerazione diffusa”, che comprende impianti di generazione combinata di energia elettrica  e/o termica e/o meccanica fino a 50 kW elettrici); – 1.060 milioni per la ‘Misura rinnovabili’, che riguarda il solare fotovoltaico fino a 40 kW, idroelettrico fino a 200 kW, eolico fino a 200 kW, impianti termici a biomassa tra i 50 e i 450 kW termici, impianti solari termici fino a 200 mq); – 16.850.000 euro per la ‘Misura usi finali’, relativa al risparmio e incremento dell’efficienza energetica.

100.000 NUOVI POSTI DI LAVORO – Come già anticipato dal ministro Clini, ci si aspetta un effetto moltiplicatore da questi finanziamenti, che possano quantomeno raddoppiare il volume degli investimenti in rinnovabili: “Per la Lombardia in tre anni si potrebbero generare 120 milioni di euro di investimenti aggiuntivi” ha precisato l’assessore.      Raimondi ha anche ricordato le proiezioni del ministro Passera, secondo il quale, se la misura avrà successo, si potranno avere 1 o 2 milioni di occupati in più. “Questo significa – ha sintetizzato – che in Lombardia potranno esserci 100.000 nuovi posti di lavoro”.

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