Certificazione-Energetica.com
Preventivi Attestato Prestazione Energetica
Pubblicità

News

Rinnovabili, ambientalisti in rivolta “Il governo non tocchi gli incentivi”

L’esecutivo vuol ripensare le tariffe per frenare gli aumenti, con i ministri Passera e Clini su posizioni opposte. Le associazioni ambientaliste vanno all’attacco: non fermare lo sviluppo dell’energia pulita, la bolletta cara è colpa delle fonti fossili
ROMA – Mentre l’esecutivo studia come ripensare la bolletta dell’energia elettrica, il dibattito su cosa determina il suo aumento, vede da una parte due suoi ministri, il titolare dello sviluppo economico Passera e quello dell’Ambiente Clini, su posizioni assai diverse e dall’altra gli ambientalisti che si oppongono con forza – – su questa strada – ai tagli degli incentivi alle energie rinnovabili. In mezzo, come sempre, ci sono i consumatori che possono solo assistere all’aumento della spesa energetica. E naturalmente pagare.

Come fermare il caro-bolletta? Passera pensa di “riallineare” gli incentivi – che da noi sono molto alti – alla media europea allo scopo di alleggerire la bolletta. Il suo collega all’Ambiente, Corrado Clini frena e a Repubblica spiega: “Mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili, come ha fatto recentemente l’Autorità per l’Energia, è un errore strategico. Rischieremo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacità innovativa del Paese, penalizzando l’industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom”. Invece, sottolinea, “possiamo spingere sul pedale dell’efficienza e delle energie pulite e contemporaneamente alleggerire il costo delle bollette”.

Chi vuole tagliare le rinnovabili, rileva il ministro, “non tiene conto di tre fattori fondamentali: le direttive europee che dobbiamo rispettare pena sanzioni; l’orientamento del mercato internazionale che nel 2011 ha investito nelle rinnovabili 260 miliardi di dollari; i benefici che derivano alle casse pubbliche proprio dallo sviluppo dell’energia pulita. Non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorare i vantaggi in termini di incremento del prodotto lordo, aumento del gettito fiscale, diminuzione del picco diurno della domanda, maggiore occupazione, miglioramento della bilancia commerciale”.

Legambiente: lo stop delle rinnovabili sarebbe autogol. “Bravo Clini, e basta bugie sui costi delle rinnovabili in bolletta. Gli italiani pagano soprattutto la dipendenza dai combustibili fossili e le troppe centrali termoelettriche a mezzo servizio”, dice il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, secondo il quale “è in corso una campagna mediatica che punta a fermare le energie pulite, mettendo in luce solo l’impatto in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese”. “E’ stupefacente che – continua Zanchini – l’attenzione si concentri su quel 10% della bolletta elettrica legato agli incentivi alle rinnovabili, mentre nulla si dice sul restante 90% che riguarda il costo dell’acquisto di petrolio e carbone, i miliardari guadagni delle imprese, i sussidi al nucleare e ad altre voci assurde, oltre alle tasse. E’ evidente la regia di questa operazione da parte di chi ha interesse a difendere la produzione termoelettrica convenzionale e a fermare il nuovo che avanza”.

I Verdi: bolletta salata? Colpa delle industrie energivore. “Sulle bollette, Passera dica la verità agli italiani e non difenda il sistema energivoro che ha portato in Italia gli aumenti delle bollette”, dice in una nota è il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. Che aggiunge: “la bolletta elettrica è alta non a causa delle rinnovabili ma di costi, tasse e privilegi economici a favore delle industrie energivore che non hanno alcun paragone in altri paesi europei”. “C’è una fiscalità generale che è intorno al 15% del totale della bolletta. Ci sono i costi di oneri di sistema che incidono per il 10%, quota da cui, tra l’altro, vengono prelevate le risorse per decommisioning dalla vecchie centrali nucleari. Un’altra voce che viene pagata dai cittadini in bolletta, di cui Passera non ha parlato -sottolinea-, è il compenso per il cosiddetto servizio di ‘interrompibilita. Si tratta di un corrispettivo rilasciato a circa 120 soggetti (tutti altamente ‘energivori’) per la loro disponibilità a interrompere, per una fascia dei loro consumi, il loro carico di energia con un preavviso breve (15 minuti)”. Il compenso, rileva Bonelli, “arriva indipendentemente se le interruzioni siano avvenute, questo costo incide per un totale di 3 euro a bolletta che vanno alle industrie energivore”. Ancora Bonelli: “Il governo Monti sull’energia guarda al passato, quel passato che ha messo in crisi l’economia, e non al futuro. La Germania ha previsto che nel 2050 l’80% dell’energia sarà prodotta dalle rinnovabili: il governo Monti va nella direzione opposta e rinuncia ad una opportunità di innovazione e occupazione fondamentale per uscire dalla crisi”.

Greenpeace: sono le fonti fossili a pesare sul caro bollette. Non c’entrano gli incentivi alle fonti rinnovabili: “La vera causa degli aumenti è la dipendenza dell’Italia dalle fonti fossili e il fatto che il costo della maggior parte dei nostri consumi sia determinato dal prezzo del petrolio sulla piazza di Londra”, spiega Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia in relazione al dibattito in corso tra i membri del governo sugli aumenti dei costi dell’ elettricità in Italia. “Le rinnovabili pesano sulla bolletta degli italiani per quote proporzionalmente modestissime” senza contare i benefici, prosegue Boraschi. Citando una recente ricerca dell’ Università Bocconi, l’esponente di Greenpeace sottolinea che “i benefici netti delle fonti rinnovabili, al 2030, ammonteranno a 79 miliardi di euro sotto forma di maggiore occupazione, mancata importazione di combustibili fossili, esportazioni nette dell’industria, riduzione del prezzo di picco dell’energia”. “Altri studi – prosegue – dimostrano come già oggi il gettito fiscale dell’ unico settore che sta resistendo alla crisi, quello appunto delle energie pulite, compensi gli oneri a carico dei contribuenti. Ci si dimentica spesso dei molti altri costi che gravano sulle bollette degli italiani e che certo non servono a sostenere una crescita strategica per il Paese, ma solo a mantenere operativo un sistema energetico vecchio, sporco e arido in termini di occupazione; o a pagare gli sbagli del passato, come per lo smantellamento del nucleare”. “Dice bene il ministro Corrado Clini: eliminare il sostegno alle rinnovabili ora – conclude Boraschi – sarebbe come aver abbandonato la telefonia negli anni ottanta, poco prima del boom. Una scelta miope le cui conseguenze si rivelerebbero in un ritardo industriale e d’innovazione cronico e penalizzante”.

Wwf: campagna inaccettabile. La campagna “preordinata per tagliare gli incentivi alle energie rinnovabili, che vede in prima fila aziende elettriche e attori istituzionali, campagna che mira a scoraggiare gli investitori e getta il settore nella più completa incertezza, con il rischio di fermare lo sviluppo dell’ energia del futuro, è inaccettabile”, scrive in una nota il Wwf secondo il quale “il Governo e l’Autorità per l’Energia appaiono preda del nervosismo dei privilegiati di sempre, i produttori di energie convenzionali, gas, carbone e olio combustibile: questo è il frutto della totale mancanza di programmazione del settore, che ha portato a un sovradimensionamento dell’offerta di energia convenzionale rispetto alla domanda”. “La minaccia di imminenti aumenti – prosegue il Wwf – viene usata come ‘bomba sociale’ per indurre il decisore governativo a drastici e irrazionali tagli sugli incentivi”.

viaRinnovabili, ambientalisti in rivolta “Il governo non tocchi gli incentivi” – Repubblica.it.




Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Siti Partner

Vacanze con i Bambini

EnergeticAmbiente.it

TOP100-SOLAR

Guide di Viaggio


Comments
  • massimo giordano: SALVE MI POTETE CONTATTARE PER 1 CERTIFICAZIONE A.P.E. PER 1 APPARTAMENTO DA DARE IN LOCAZIONE. ASPETTO VOSTRE NOTIZIE. GRAZIE E BUONA GIORNATA .ARTEMIDE CONSULTING SAS MASSIMO GIORDANO CELL: 334-167.90.56 EMAIL: massimo_giordano2002@hotmail.com
    View Post
  • paolo: consiglio segnalare la truffa al 117 GDF.
    View Post
Archivi