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Rinnovabili: tagli agli incentivi nei nuovi decreti, parola di Passera

I tre decreti ministeriali attuativi riguardanti il settore delle rinnovabili sono in arrivo, ma molto probabilmente comporteranno una drastica riduzione degli incentivi in favore di investimenti su fonti tradizionali, gas e petrolio inclusi.
Stabilità e certezza delle norme chiedono da mesi i protagonisti del settore delle energie rinnovabili – fotovoltaico ed eolico in primis. A causa del vuoto legislativo c’è una preoccupante stagnazione del mercato: i decreti attuativi relativi al D.lgs n.28 del 3 marzo 2011 avrebbero dovuto essere emanati dal governo dopo sei mesi (settembre 2011) e invece, a più di un anno dall’approvazione, ancora non se ne vede l’ombra.
E questo nonostante le rassicurazioni del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che ha di recente espresso il desiderio «che gli investimenti sulle energie rinnovabili siano considerati come vere e proprie infrastrutture delle nuove città intelligenti. E’ su di esse che cerchiamo di orientare anche gli incentivi».
Ma le cose non sembrano stare proprio così. In controtendenza rispetto alla dichiarazione di Clini, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera dipinge un futuro in cui le rinnovabili non avranno un peso strategico. Secondo Passera, i tre decreti ministeriali sarebbero in arrivo, ma molto probabilmente comporteranno un taglio cospicuo degli incentivi.
«È necessario rivedere il sistema degli incentivi alle rinnovabili perché questi costeranno 200 miliardi di euro per famiglie e imprese» ha dichiarato il ministro. «Il risultato degli incentivi – ha spiegato Passera – è stato una vera e propria esplosione degli impianti e un costo molto elevato per il paese: abbiamo già maturato 9 miliardi di euro all’anno di incentivi da pagare in bolletta per famiglie e imprese».
«Poiché gli incentivi durano per 15-20 anni, questo “debito” vale tra i 150 e i 200 miliardi. E tali costi crescono di mese in mese, circa 200 milioni all’anno in più ogni mese che passa. Per questo – ha concluso – a breve emaneremo tre decreti ministeriali che ridefiniranno il modello di sviluppo in questo campo».
Non che il settore non se lo aspettasse: da parte dei professionisti delle rinnovabili l’auspicio è sempre stato quello di raggiungere la possibilità di camminare con le proprie gambe senza aiuti, ma in un quadro normativo stabile.

E se, da una parte, verranno tolti investimenti alle rinnovabili, dall’altra Passera delinea precisamente dove desidererebbe che gli investimenti convogliassero: «l’Italia può diventare il principale hub per l’ingresso di gas dal Sud verso tutta l’Europa» con lo sviluppo di nuove infrastrutture e la giusta regolamentazione di mercato. Tradotto: l’intenzione del ministro è quella di dirottare gli investimenti sulle fonti tradizionali, petrolio incluso.

 




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